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sabato 6 marzo 2010

annozero sul caso morgan

solo l'altra sera ho potuto vedere la puntata di annozero sul caso morgan. abbastanza deprimente devo dire. mi aspettavo di più da un programma come quello di santoro, ma si vede che era solo un ripiego per evitare di parlare di politica.

fra tutto quello che è stato detto non ce n'è stato uno che abbia centrato il punto, tra l'altro piuttosto chiaro. bonaga che la menava sul bisogno del dionisiaco da parte di tutte le civiltà, quando morgan ammetteva che usava la coca come antidepressivo, ossia non ricerca del dionisiaco ma del più volgare benessere.

quell'altro che aiuta i ragazzi nelle scuole e insisteva ancora sulla teoria del passaggio dello spinello all'eroina, dando una prova di tale ignoranza sul tema che quando i ragazzi di oggi lo ascoltano devono chiedersi di che stia parlando.

tutti che parlavano con attenzione e cautela perché i giovani dovevano essere educati, dimenticandosi che il problema della coca coinvogle molto più gli adulti dei giovani. in fondo i giovani sono intelligenti, e vedono quante menzogne si dicono su un tema con cui si trovano a contatto per strada tutti i giorni.

a parte morgan alla fine della puntata nessuno che avesse detto con decisione che le droghe non dovrebbero essere illegali. l'uso che andrebbe proibito, casomai, è proprio quello che ne fa lui: l'uso terapeutico. finché le droge si prendono per divertirsi non c'e nessun problema, la dipendenza entra in gioco quando le dorghe si prendono per curarsi

giovedì 31 dicembre 2009

l'età più bella della vita


volevo solo segnalare un bell'articolo pubblicato dal quotidiano la repubblica in data 30 dicembre 2009 a firma di adriano prosperi. ho provato a cercalo in rete ma non ci sono riuscito, spero che siate più bravi di me. comunque, nell'articolo lo storico lamenta la poca memoria della gente che sembra non ricordare chi fossero i terroristi nel passato recente e remoto, allorché casca nel luogo comune per cui qualcuno che si fa saltare in aria deve necessariamente essere un povero e miserabile.

prendendo spunto dall'ultimo fallito attentato sul volo 253 della northwest airlines messo in atto da umar farouk, il giovane nigeriano procedente da famiglia ricca e liberale, prosperi segnala il comune substrato di malessere psicologico ed esistenziale degli attentatori di tutte le ere -ne cita addirittura alcuni del '500 - ma di una sola età, appunto la giovinezza.

in alcuni messaggi che il washington post ha rintracciato su diversi forum online, il giovane attentatore nigeriano confessa la propria solitudine e senso di smarrimento. allora umar -come tanti prima di lui -per sfuggire alla depressione e dare un senso alla propria vita, abbraccia la causa dei 'veri amici' mussulmani incontrati in egitto e in yemen. e decide di farsi saltare in aria... in compagnia.

martedì 20 ottobre 2009

La proiezione dell'ombra


Fra i meccanismi psicologici che più mi affascinano c'è la cosiddetta "proiezione dell'ombra". Con questa bella espressione Jung intendeva tutte quelle volte che attribuiamo all'altro aspetti della nostra personalità, lati oscuri che riferiti a noi stessi non potremmo accettare. Proiettiamo la nostra l'ombra su chi ci sta vicino.

Quando qualcuno ci sta criticando, con una certa veemenza o pretesa di morale superiorità, c'è sempre da chiedersi che tipo di proiezione stia compiendo, quale ritiene inconsciamente essere la propria mancanza. Già perché, nel fondo, ognuno di noi s'interessa pochissimo dell'altro: in primo luogo s'interessa sempre di se stesso. Ed è giusto e naturale che sia cosí. Un'altruista idealista è estremamente pericoloso; mentre un'intelligente egoista è del tutto innocuo. Consapevole il secondo di come sia difficile ridere da soli; incapace il primo di ridere con chi gli sta intorno.

Insomma, ritornando a tema, non ce ne può fregare di meno di ciò che l'altro è, fa, dice. Ognuno di noi si preoccupa di se stesso, soprattutto quando si riferisce all'altro, soltanto che non se ne rende conto. Perché il meccanismo è del tutto inconscio, sedimentato nel nostro comportamento da anni di pratica e ripetizione.

Allora, nel momento in cui ci si trova sotto attacco, basta cercare nella biografia dell'avversario di turno qualcosa che abbia a che fare con l'attacco stesso che ci rivolge -e state sicuri che c'è - per restituirgli gentilmente l'ombra. "Sí, amico, può darsi che tu non abbia tutti i torti. Ma guarda invece tu..."

La proiezione dell'ombra, se vogliamo, è un po' la versione raffinata, psicanalitica del "vedere la pagliuzza nell'occhio dell'altro e non la trave nel proprio."

"Tutto ciò che degli altri ci irrita può portarci alla comprensione di noi stessi" C.G.Jung

martedì 7 luglio 2009

Per fortuna che Silvio c'è...


A volte mi chiedo se forse non sia il caso di diventare berlusconiano. Dico, da un punto di vista psicanalitico sarebbe forse il caso. In fondo il berlusconismo a portato allo scoperto quelli che erano i mali del paese, senza veli (vedi Carfagna), senza ipocrisie intellettuali (vedi D'Alema). Avesse avuto dei rivali seri nel centrosinistra le cose sarebbero rimaste sotterranee: i legami stato-mafia, lo sfacelo dell'educazione, la corruzione del sistema televisivo, ecc.

Invece berlusconi è come una cura omeopatica shock che certo, sta andando avanti da un bel pezzo e che, se va avanti ancora un po', il corpo della nazione va incontro al collasso. Ecco, berlusconi accellera i tempi, e questo è proprio l'aspetto positivo. Quanto prima tocchiamo il fondo e ci sbarazziamo di lui -e in questo caso, come diceva Gaber, mi riferisco sia al berlusconi in sé che al berlusconi in me -prima ce ne sbarazziamo, dicevo, e prima avremo l'opportunità di rinascere e costruire tutto da capo.

Dicono che l'Italia rischi l'espulsione dal G8, ma se continuiamo cosí ci butteranno fuori anche dall'Unione Europea, e allora torneremo alla cara vecchia lira, e sulla lira non ci sarà più il volto severo della maestra Montessori, ma indovinate invece che faccia ci sarà?

lunedì 6 luglio 2009

Non era già chiaro da tempo?


In un'inchiesta di Vanity Fair si metterebbe ora in dubbio la sanità mentale di Sarah Palin, che soffrirebbe di gravi disturbi della personalità quali paranoia, narcisismo patologico e megalomania.

Mi chiedo quand'è che saremo in grado distinguere da subito l'onesto dal disonesto, il ben intenzionato dal mal intenzionato, il sano dal malato e l'amico dal nemico? Le cose sono sempre il contrario di quello che appaiono. La persona che sempre ti sorride è perché vuole venderti qualcosa non certo perché ti è amico. L'amico vero tende a essere più burbero e anche indisponente. Le persone dentro sono l'esatto contrario di ciò che vogliono apparire fuori. La Palin campionessa di moralità ed equilibrio familiare non poteva che risultare una disturbata mentale; il reverendo Jesse Jackson (se vogliamo rimanere in America) campione dei diritti altrui sarà soltanto un'egoista egocentrico; il moralista, più in generale, senza dubbio un invidioso represso.

Riuscire nella vita si riduce in fondo nel riconoscere con che tipo di persone si ha a che fare. Cosa ci si può aspettare da loro, nel bene e nel male. E per far ciò è bene tener a mente la regola degli opposti che qui vi propongo esemplificata in un paio di detti popolari:

1 Dimmi di cosa presumi e ti dirò ciò che ti manca

2 Dimmi chi critichi e ti dirò chi sei

Keep in mind!

domenica 28 giugno 2009

Cosa ti serve conquistare il mondo se hai perduto la tua anima?


Da piccolo il padre arrivava anche a frustarlo durante le prove incessanti negli studio ma, per quanto ce la mettesse tutta, il figlio non ottenne mai l'amore sperato, sentendosi per il resto della vita come un robot -che poi era il modo in cui Micheal Jackson ballava.

domenica 3 maggio 2009

Tutta la verità sul Cavaliere


Povero Berlusconi! Quando il Cavaliere fece di tutto perché non venissero diffuse le intercettazioni telefoniche della Carfagna che lo vedevano coinvolto direttamente non fu tanto per proteggere il suo matrimonio che, oggi apprendiamo, è entrato nella dirittura finale, ma più che altro si diede da fare per proteggere se stesso, ossia la propria immagine. Nel caso di Berlusconi le due cose coincidono perfettamente. Berlusconi è la propria immagine. Forse questa è la natura del berlusconismo di cui tanto si parla e si teorizza. La perfetta collisione fra immagine e il socratico "essere se stessi". Quando essere se stessi non si riduce ad altro che perpetuare la propria immagine allora si entra in un processo neurotico che stride con le costanti forze di cambiamento che caratterizzano la vita biologica sulla Terra. Gli strumenti per intendere questi processi ce li hanno dati i pensatori della Scuola di Francoforte, fra gli altri. Se quello che teorizzavano questi ragazzi (Theodor Wisenberg Adorno, Erich Fromm, Max Horkheimer, ecc.) è certo, allora è un solido ponte logico quello che ci conduce a dedurre da tali teorie, nell'applicazione delle medesime all'uomo Berlusconi, la patologica impotenza dello stesso. Berlusconi non voleva che le intercettazioni della Carfagna divenissero oggetto di pubblica discussione, perché altrimenti la sua impotenza sarebbe divenuta oggetto di pubblica discussione. La Mara stava scherzando, tra il preoccupato e il divertito, con un'amica sulla spiacevole esperienza di un Berlusconi che si scusava di non essere stato all'altezza della situazione. Come se ancora spettasse all'uomo soddisfare necessariamente la donna, e non viceversa. Quindi, punto uno: Berlusconi è impotente. Cosa che se si venisse a sapere non favorirebbe certo l'immagine del Cavaliere stallone e fecondatore. La sua ricerca di giovani sempre più piccole, un altro po' arriverà alle bambine, rivela (sto sempre applicando i criteri psicanalitici della Scuola di Fronacoforte) l'enorme paura del Cavaliere di doversi confrontare con donne vere, adulte e mature che non vogliono chiacchiere e bacini, e non si accontentano col solo sedersi sulle ginocchia di paparino.

Secondo punto. Un Berlusconi sempre più inguaiato con se stesso, che non sa come venirne fuori da tutti i mali che lo affliggono, anche perché non si è mai dedicato ad altro nella vita che a fare soldi, e quindi non ha studiato, e non ha mai conosciuto se stesso, nel momento che il se stesso reclama i suoi diritti davanti all'immagine, allora sono dolori. Figuriamoci se Berlusconi ha forze a sufficienza per far fronte ai propri dolori. Questo patchwork d'interventi chirurgici, un Frankstein meglio riuscito, nient'altro è che un cadavere ambulante retto da servi e paggi che vivono nel terrore di perdere il padrone che di tanti onori e benefici li ha ricoperti (vedi lo sputtanamento della prossima ex-moglie del re di Arcore che si accingono ad operare). Berlusconi non poteva far altro che trovare consolazione e allivio alle proprie sofferenze nella moderna farmacopea. Quando vedete il Cavaliere che non si controlla, ed esterna senza riflettere, e scherza senza buon gusto, in assetti internazionali, non lo fa mica a posta, come i più pensano, lui non vorrebbe affatto, ma gli psicofarmaci lo mandano via di testa, gli danno delle botte di euforia che non riesce a controllare. Poi si pente pure lui, come il giorno dopo la sbornia ci vergognamo di ciò che abbiamo detto e fatto la sera prima.

Comunque, è sempre meglio un'euforia incontrollata a quei terribili mancamenti che si susseguono con sempre maggior frequenza quando si dimentica d'ingerire la pillola quotidiana. Pare che Berlusconi come Tony Sopranos (a proposito, ultimamente l'abbigliamento è lo stesso), svenga ripetutamente colto da attacchi di panico e drastici abbassamenti di pressione. Non può certo far sapere alla sua gang che anche lui è un uomo, con tutte le debolezze che ciò comporta, che ha bisogno di aiuto e che per il momento, incapace di leggere Platone, lo trova nel Prozac.

martedì 3 marzo 2009

Die Welle



Ron Jones è stato insegnante a Palo Alto, in California, conosciuto per aver eseguito nell'aprile del 1967 l'esperimento chiamato The third wave (in italiano: La terza onda). Da questo esperimento è tratto il libro The Wave di Todd Strasser e, nel 2008, è uscito il film ispirato al libro, Die Welle di Dennis Gansel. Attualmente Ron Jones tiene conferenze e seminari riguardo questo suo esperimento e le sue implicazioni.
(fonte: Wikipedia)

Il film è diventato visione obbligatoria per gli studenti delle scuole tedesche.
(fonte: mia sorella Caterina che vive in Germania)

Una delle migliori trasposizioni cinematografiche delle idee dei pensatori della Scuola di Francoforte.
(fonte: pigiored)