Finalmente una notizia che da tempo era stata pronosticata su questo blog: la legalizzazione delle droghe per uscire dalla crisi economica. Succederà come è successo con l'alcol negli anni '30. La criminalità organizzata sempre più ricca e lo stato sempre più in difficoltà portarono Roosvelt a pronunciare la celebre frase, parafraso: "Credo che sia giunto il momento di farsi una birra!" Non è che all'improvviso scoprirono che l'alcol non faceva poi così male, o addirittura faceva bene, fu innanzitutto per ragioni economiche.
A quanto pare impariamo solo quando la dura realtà ci mette di fronte a qualcosa che non possiamo più negare. Quando sbattiamo la testa contro il muro della nostra stessa ipocrisia. Perché l'economia e l'etica, in fondo, sono intimamente legate, molto più di quanto immagiamo. Comunque... Se a novembre passasse il referendum in California, e i vantaggi economici e morali della legalizzazione diventassero evidenti a tutti, magari fra un paio di anni - o forse prima - ascolteremo Obama dire: "È giunto il momento di farsi una bella canna!"
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sabato 27 marzo 2010
venerdì 8 gennaio 2010
la guerra infinita
la più potente è quella di cui si sente meno parlare. si fa sentire a suon di bombe, come l'ultima lasciata davanti alla procura generale di reggio calabria. un affronto allo stato. come a dire: 'non abbiamo paura di niente, qua comandiamo noi, dove credevate di essere?'
e probabilmente hanno ragione. se la 'ndrangheta tirasse fuori il suo arsenale, disporrebbe di una potenza di fuoco superiore a quella dello stato. in stretto contatto con i narcos colombiani, la mafia calabrese gestisce il traffico internazionale di cocaina. la cocaina entra a tonnellate per il porto di gioia tauro e viene distribuita in tutta europa. schengen e la moneta unica, una benedizione; ora anche le chat online per accordare scambi e prezzi con serenità. e i proventi sono enormi, impensabili in qualsiasi altro settore. pagare una merce che in colombia cresce come l'edera o l'ortica -perché questo è la pianta della coca: un'erbaccia! - 1 dollaro per rivederla sulla piazza a 100 euro, esentasse.
potenza economica e militare; dunque capacità di corruzione politica o di scontro aperto. a questo punto è ingenuo, se non ipocrita, continuare a sventolare la bandiera della legalità. non è più questione di legalità. qui si sta combattendo una guerra. soltanto che, a differenza delle guerre normali, quella alla droga non finisce mai.
e probabilmente hanno ragione. se la 'ndrangheta tirasse fuori il suo arsenale, disporrebbe di una potenza di fuoco superiore a quella dello stato. in stretto contatto con i narcos colombiani, la mafia calabrese gestisce il traffico internazionale di cocaina. la cocaina entra a tonnellate per il porto di gioia tauro e viene distribuita in tutta europa. schengen e la moneta unica, una benedizione; ora anche le chat online per accordare scambi e prezzi con serenità. e i proventi sono enormi, impensabili in qualsiasi altro settore. pagare una merce che in colombia cresce come l'edera o l'ortica -perché questo è la pianta della coca: un'erbaccia! - 1 dollaro per rivederla sulla piazza a 100 euro, esentasse.
potenza economica e militare; dunque capacità di corruzione politica o di scontro aperto. a questo punto è ingenuo, se non ipocrita, continuare a sventolare la bandiera della legalità. non è più questione di legalità. qui si sta combattendo una guerra. soltanto che, a differenza delle guerre normali, quella alla droga non finisce mai.
giovedì 22 ottobre 2009
Canapa mon amour!

Quasi metà degli americani favorevole alla legalizzazione della marijuana
Un sondaggio Gallup pubblicato questo ottobre rileva che il 44% degli americani è favorevole alla legalizzazione della marijuana e il 54% è contrario. Il sostegno alla legalizzazione della marijuana era rimasto fermo al 25% dalla fine degli anni 70 alla metà degli anni 90, per poi balzare al 31% nel 2000. Dopodiché non ha mai cessato di crescere, fino ad arrivare al record attuale.
Maggiormente favorevoli alla legalizzazione sono i cosiddetti “liberals”, con il 78%. Al contrario, il 72% dei conservatori si dichiara contrario. I moderati sono equamente divis, anche se prevalgono i contrari (51% contro 46%).
Il sondaggio ha anche svelato un conflitto generazionale: il 50% di coloro che hanno sotto i 50 anni e il 45% di coloro che hanno fra i 50 e i 64 anni sono favorevoli alla legalizzazione, percentuale che scende al 28% fra gli ultrasessantacinquenni.
Se il sostegno dovesse continuare a crescere a un tasso dall’1% al 2% l’anno, come nell’ultimo decennio, fra quattro anni la maggioranza degli americani potrebbe essere schierata a favore della legalizzazione.
Queste percentuali non cambiano neanche quando la domanda inquadra la legalizzazione come strumento per accrescere le entrate dei governi statali. Indipendentemente da come viene posta la domanda, il 53% degli americani che vive sulla costa orientale -che comprende la California, dove la questione potrebbe apparire sulla scheda elettorale nel 2010– sostiene la legalizzazione.
(FONTE: fuoriluogo.it)
lunedì 31 agosto 2009
Che cos'è la droga?
E poi mi viene da ridere con questo termine: droga. La DROGA! Che vuol dire droga? Che cosa s'intende con questa parola? Mi pare che non s'intenda un bel niente. La classica parola tabú per citare qualcosa che altrimenti non si saprebbe come chiamare, che non si conosce e di cui, in sostanza, si ha un gran paura. La DROGA, quindi, il MALE di questo secolo!
Una cosa medievale insomma. Sarebbe da abolirlo perché non è frutto della ragione ma dell'ignoranza e del pregiudizio. Proviene dalle tenebre e dal sonno della ragione che genera mostri. La DROGAAA!
Cominciamo invece dall'educazione. Parliamo delle singole sostanze e dei loro costi psicofisici. Di quello che ti danno e di quello che ti tolgono. La marijuana una cosa; la cocaina ben altra. Il caffè o il the. L'alcol, la nicotina e la Tv quelle che creano maggior dipendenza. Bisogna ammettere che di droghe, di mali ce ne sono tanti. Le dipendenze non sono soltanto farmacologiche. C'è quella dal denaro e dall'ego, per esempio, che mi sembrano tra le più pericolose e devastanti, per chi ce le ha e per chi gli sta intorno.
mercoledì 4 marzo 2009
Dov'è finito l'antiproibizionismo?
Vi dirò, innanzitutto è una questioe di principio. Principio liberale. Thomas Jefferson diceva che lo Stato deve intervenire con la legge soltanto qual'ora un cittadino procuri un danno fisico, o patrimoniale, a un altro cittadino. Al di fuori dei due casi, lo Stato deve tenersi in disparte. Altrimenti opera uno sconfinamento che va a discapito della libertà dell'individuo. La pelle è la sola frontiera che non possiamo valicare; il corpo l'unico paese da cui non ci è concesso esilio. Esso è assoluta giurisidizione del singolo. Valga per le droghe come per l'eutanasia.
Poi è una questione di qualità. Di qualità ed educazione. La qualità delle sostanze che utilizziamo; l'educazione a un corretto uso delle stesse -siano esse droghe o farmaci.
Da ultimo, ma non meno importante: è una legge dell'economia. Se la società (a grandi numeri) richiede una merce, decretarne l'illegalità non è nient'altro che promuovere il fiorire di strutture criminali organizzate che sopperiscono al deficit di offerta della stessa. Che si traduce in: prezzi più alti, qualità scadente, educazione nulla. La battaglia alle mafie non si può condurre sul solo piano giudiziario-repressivo. Non basta neppure la sensibilizzazione e coinvolgimento dell'opinione pubblica. Bisogna strozzarle a livello economico. Dopo la legge sul congelo dei beni, cessarono i sequestri di persona in Sardegna. Mentre in una logica proibizionista (senz'altro inefficace sul piano educativo), riuscissimo pure a disarticolare una struttra criminale dedita al traffico di droga, subito ne sorgerebbe un'altra, a rilevarne il ruolo, e sopperire alla richiesta della società. Questa è la legge dell'economia: legge della domanda e dell'offerta. E da lì non si scappa.
Il proibizionismo in America è finito non perché un giorno i dottori hanno scoperto che il vino non faceva poi cosí male (anzi usato con moderazione poteva addirittura essere salutare), ma quando è arrivata la depressione economica. Non c'erano più i soldi per mantenere tutto l'apparato repressivo dello Stato, mentre invece le mafie muovevano capitali sempre più ingenti e le diverse fazioni si sparavano per le strade di Chicago.
Trieste è vicina.
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