Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

lunedì 8 marzo 2010

1945, elsa morante

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua
carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli
avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di
ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una
parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte
per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva
naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare
il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie
sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di
facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un
partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le
sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza,
offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile
enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed
è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico
senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario,
buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di
coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti,
di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico
volgare
, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si
immagina sempre di essere il personaggio che vuole
rappresentare."

venerdì 22 gennaio 2010

L'altra faccia della libertà

Ieri sul fatto c'era un'intevista di stefano feltri a umberto ambrosoli, figlio di giorgio ambrosoli, assassinato dalla mafia per la vicenda del crack della banca privata di sindona. al figlio di ambrosoli, avvocato come il padre, sono debitore di una bellissima frase che dice 'difendere a tutti i costi la propria libertà è il miglior modo per servire la collettività'. meravigliosa massima, che mette una pietra sopra la variante ipocrita dell'altruismo per cui servire la collettività comporterebbe sempre un sacrificio alla propria libertà.

servire la collettività è innanzittuo lottare per la propria libertà: di pensare, dire e agire, libero da qualunque costrizione. figuriamoci quella mafiosa. soltanto che, a differenza di quello che si pensa da ragazzi per cui libertà vuol dire poter fare ciò che si vuole, col tempo si arriva a capire che ' il concetto di libertà -dice ambrosoli nell'intervista -è l'altra faccia inevitabile di quello di responsabilità: suscita grande entusiasmo capirlo con una storia come quella di mio padre che, al di là del suo finale, è quella del miglior modo possibile di passare il nostro tempo sulla Terra'.

il miglior modo possibile di passare il nostro tempo sulla terra... al di là del suo finale...

domenica 27 dicembre 2009

la politica dei sondaggi


se per quei cittadini che avevano tolto il sostegno nei sondaggi a berlusconi è bastato che uno psicolabile gli tirasse qualcosa in faccia per darglielo di nuovo, allora è chiaro che non avevano affatto progredito nella loro visione politica e, direi anche, esistenziale. continuano pur sempre ad essere berlusconiani, ossia gente che non ragiona -che non fa uso di logica -ma vede il mondo esclusivamente attraverso un’ottica mediatica ed emotiva. questa modalità di fare politica va avanti dal delitto moro, dall’uso pubblicitario che ne fece craxi.

ricorderete infatti che rinnegando l'iniziale linea della fermezza in difesa delle ragioni di stato, il leader socialista si dichiarò all'ultimo disposto alla trattativa con le br per ragioni 'umanitarie'. una mossa che gli fece guadagnare una grande fetta di consenso popolare a discapito del pci, aprendogli la strada per la vittoria elettorale del 1983. iniziava la politica dei sondaggi.

sabato 5 dicembre 2009

No B. Day International

Oggi le capitali di mezzo mondo si collegheranno con Roma per un evento che si prospetta come la più estesa manifestazione di piazza contro un governante di un paese occidentale mai vista prima. Parigi, Londra, Madrid, Budapest ma anche New York, Buenos Aires, Ottawa o Rabat(!?). Se ne contano oltre 40 sul sito ufficiale de No B. Day. La diaspora degli italiani nel mondo, fuggiti da un paese finito in mano alla criminalità organizzata, per cercare all'estero quello che gli viene precluso a casa. Un posto di lavoro all'altezza delle loro capacità e meriti. Io parteciperò qua da Berlino. Sul gruppo Facebook del No B. Day di Berlino non si leggono solo nomi italiani, ma anche Angerer, Gertis o Wüstefeld. Quest'ultimo si limita a lasciare un solo messaggio: Damn you Berlusconi!!!

(FOTO: Invito a non entrare per gli elettori di Berlusconi esposto sulla vetrina di un ristorante italiano a Berlino, da italiansinberlin.blogspot.com)


venerdì 13 novembre 2009

L'ultimo dei Comunisti


In Italia una vera economia di mercato non è mai esistita. Le grandi aziende sono nate e prosperate in un continuo scambio di favori con la politica. Agnelli aveva bisogno dello Stato quanto lo Stato di Agnelli. Berlusconi ha costruito il suo impero televisivo con leggi promulgate all'occorrenza, prima da Craxi poi da lui stesso. Senza l'intervento della politica le aziende di Berlusconi sarebbero finite da un pezzo, schiacciate sotto il peso di una leale concorrenza.

Berlusconi invece, come gli altri prima di lui, utilizza tutti i mezzi a sua disposizione per mantenere il proprio controllo sul mercato e generare profitti per le sue imprese. E i mezzi di cui ora dispone sono pressoché illimitati.

Vi ricordate i decoder per il digitale terrestre che venivano commercializzati da una società del fratello? E che dire del progressivo affossamento della Rai nel portare avanti politche suicide che solo favoriscono Mediaset? Ad esempio il recente caso del mancato accordo tra la Rai e Sky con una perdita di oltre 50 milioni di euro per la prima.

Lo stesso a quanto pare sta succedendo con la pubblicità su Internet e la diffusione della banda larga. Il ministro Brunetta aveva fatto una proposta interessante: investire 800 milioni di euro per portare la banda larga ovunque sul territorio nazionale. Ma il digital divide per il momento non verrà colmato, perché Gianni Letta ha corretto il ministro dicendo che in tempo di crisi non ci si può permettere investimenti di tali proporzioni -fatta eccezione per il Ponte sullo Stretto, s'intende.

mercoledì 28 ottobre 2009

Le (pre)visioni di D'Alema


D'Alema ci azzecca sempre. Non c'è che dire. Ancora una volta l'ex-premier dà prova delle sue grandi capacità intellettuali. Rispondendo alla domanda della Gruber su possibili emorraggie nel PD in seguito alle primarie, Massimo smentisce qualsiasi possibilità di scissione. Solo voci, dice. Niente di vero, sentenzia. Quando poi la Gruber specifica chiamando in causa Rutelli, D'Alema esclude categoricamene che Rutelli possa mai uscire dal partito. Ma suvvia! E poi, aggiunge, se questa fosse l'intenzione, Rutelli starebbe già tramando, e queste cose si vedono. E lui, D'Alema, non se ne accorgerebbe? Detto fatto: Rutelli lascia il PD.

A me pare che quest'uomo viva in un mondo tutto suo: incantato dalle sue stesse parole, ipnotizzato dal suono della propria voce. Uno che quando parla, riesce a dare l'impressione che oltre a parlare, allo stesso tempo, si stia anche adulando da solo. Quanto son bravo, quanto son bello!

Ma andiamo ai fatti. Cosa ha portato l'opposizione di D'Alema al paese? Ognuno di noi dovrebbe sempre misurarsi con la realtà e dare un giudizio del proprio operato in base ai risultati concreti. I fatti di fronte alle chiacchiere. Se Massimo applicasse la massima, non potrebbe far altro che dimettersi -da cosa?:(

Non è stato manco buono a beccare Rutelli, dico Rutelli, che gli trama alle spalle, come avrebbe mai potuto fargliela a uno come Berlusconi?

sabato 24 ottobre 2009

Avanti il prossimo


Marrazzo tira coca e va a trans. Questo mi pare di aver capito dal poco che ho letto sui giornali. Embè? Qual è il problema? Saran fatti suoi. Qualcuno dice che se fosse vero dovrebbe dimettersi. E perché mai? Perché si tira la coca col trans... o viceversa?

In quanto politico mi basta che sia buon amministratore. Se gli serve la coca per rimanere lucido e fare bene il suo lavoro, ossia difendere gli interessi della collettività, mi può solo dispiacere per lui. Pare infatti che la coca, sul lungo termine, non sia proprio salutare per l'organismo e il conto in banca. Riguardo al trans invece, non mi risulta che ci siano particolari controindicazioni.

Allora, se di notte a Marrazzo piacciono trans e coca, la colpa di cui si macchierebbe, ciò per cui Noi lo riteniamo veramente immorale e condanniamo qui per empietà di fronte a Dio e agli uomini (scusate, mi faccio prender la mano!), è semmai per il viiile comportamento che esibisce di giorno: ossia quale buon marito eterosessuale rispettoso delle norme di Sacra Romana Chiesa.

Ecco, risultasse tutto vero, anche il buon Marrazzo sarebbe caduto nel più infame, subdolo e distruttivo di tutti i peccati, piuttosto diffuso peraltro: l'ipocrisia.

sabato 17 ottobre 2009

Sicilia metafora del secolo



Esistono tre forme di colonizzazione: quella americana che si fonda su armi, petrolio e illusioni; la colonizzazione cinese basata sulla perfetta sincronia tra produzione industriale e demografica; e infine la più insidiosa delle tre: quella italiana. Una colonizzazione tribale fondata su pasta, pizza e mafia, organizzata in una rete mondiale di ristoranti, volta a riempire gli stomaci e svuotare le menti.

mercoledì 14 ottobre 2009

Made in Italy


Vaya ganado y qué caro sale el zoo, por Félix de Azúa

Como seguramente les sucede a mis estimados lectores, hace ya tiempo que atiendo a las noticias políticas como otros ciudadanos siguen los dramas sexuales de las televisiones. Un interés severamente antropológico me lleva a continuar informado sobre la política española, como quien lee noticias sobre los desconcertantes hábitos de los Inuit.

A veces uno se conmueve. Que un político valenciano hable de unas "niñas rusas elegantes y educadas" o de orgías en el chaletito del alcalde, de verdad, emociona. Supera incluso el grado de realismo socialista de la televisión de Pajares. Que los políticos catalanes envíen información escolar en catalán y árabe, me conduce al éxtasis. Que el ayuntamiento de Sevilla rechace un acto literario sobre Agustín de Foixá porque era fascista, me lleva a las lágrimas. ¡Qué no harán con Azorín, con J.V Foix, con Sacristán, con Cela, con Ridruejo, todos ellos fascistas en algún momento de su vida! ¡Y con qué alegría acogen a estalinistas como Alberti, mucho menos interesante que los antes citados! ¡Qué bien se mantiene el genotipo inquisitorial sevillano, ahora ataviado con la sotana de la corrección política!

En su admirable ensayo "Ejemplaridad pública", editado por Taurus, Javier Gomá habla de algo que debería ser imperioso para los políticos españoles, la intransigencia sobre un modelo honrado de conducta por parte de los poderes públicos, en un país que (casi) sólo propone modelos de abyección moral en su historia. Pero la casta política se empeña en hacer de sí misma una caricatura. Patriotas de barretina dorada como Millet, convertidos en carteristas más patéticos que Roldán. Diputados católicos que dilapidan una fortuna (la nuestra) en una casa de putos. Jefes de la policía que alertan a un etarra para que se ponga a salvo. ¡Qué corrala!

En una ocasión dije que nos aproximábamos al modelo italiano. Error: lo estamos superando. Si alguien vota en las próximas elecciones, por favor, que lo haga por el más grotesco, el que da más risa. El consuelo del esclavo es hacer chistes sobre el amo.

(FONTE: elboomeran.com)

lunedì 12 ottobre 2009

I pupazzi della Storia


Berlusconi sta per cadere. È incredibile come nella realtà si torni sempre a recitare il canovaccio di un medesimo dramma consegnatoci dalla Storia. Napoleone e Hitler, vengono a mente personaggi dalle psicologie affini, caratterizzati nei loro giorni finali da un medesimo meccanismo psicologico di "scollamento dalla realtà".

Berlusconi punta all'ultimo grande assalto: la repubblica presidenziale, il plebiscito. Pagine già scritte. I cosiddetti protagonisti della Storia si trasformano in pupazzi. Intrappolati in un dramma di cui non sono padroni. Potenti nelle loro azioni ma non liberi. Incapaci di ascoltare perché sprovvisti di quella sana umiltà che gli permetterebbe di correggere il tiro. Feriti nell'orgoglio e accecati dal rancore.

Come ci dovette provare al tempo qualche gerarca nazista, dicono che oggi Ghedini stia cercando di far ragionare il Capo. Offrendogli strategie alternative per moderarne le pretese. Ma non riuscirà a imporsi chi ha paura di alzare la voce. Lui in fondo si è sempre limitato a dispensare consigli, non l'hanno mai pagato per prender decisioni. E il Capo poi, è ben degno di questo titolo. Più volte ha sorpreso avversarsi e amici con le sue miracolose doti strategiche, i suoi riusciti colpi di mano. Che avesse ragione anche questa volta? O andrà a finire che pure Ghedini s'inghiottirà la pasticca di cianuro con il suo Führer?

sabato 10 ottobre 2009

Silvio, grande fonte d'ispirazione!



Povero Silvio! Quest'uomo comincia quasi a farmi pena. In fondo, è bene ricordarsi che Silvio non è la causa, ma l'effetto. Espressione di ciò che noi italiani in gran parte siamo. E speriamo di poter presto dire: siamo stati!

"Non ho paura del Berlusconi in sé, ma del Berlusconi in me", diceva Giorgio Gaber.


P.S. Già che ci siamo, avrei anch'io un suggerimento, per chi volesse realizzarla:

Silvio fa' presto, ché sono le 8. Se non ti muovi, fai tardi lo stesso. E poi la smetti, con tutto quel trucco, che non sta bene, te l'ho già detto...

mercoledì 7 ottobre 2009

Er Compleanno, di Elia Marcelli



Dov'è andata a finire la proverbiale saggezza del popolo? È stata consumata pure quella dalla società dei mass media, come temeva Pasolini? Oppure è rimasta per lungo tempo assopita ma ora si sta risvegliando?

venerdì 18 settembre 2009

La stagione delle stragi viene e va...


Da questo articolo di Repubblica viene fuori che Nicola Mancino è stato l'unico uomo politico che ha denunciato lo svolgersi della trattativa tra stato e Mafia tra il '92 e il '95. Ma, ovviamente, Mancino si sarebbe rifutato di prendervi parte. Nell'articolo passa quasi per un eroe. Un uomo delle istituzioni. Quello che non si ricorda di aver incontrato Paolo Borsellino pochi giorni prima che lo facessero saltare in aria e verso cui invece punta il dito il fratello del giudice ammazzato, Salvatore -Mancino era allora ministro degli interni. E anche Violante nell'articolo passa per semisanto, perché si rifiutò di incontrare Vito Ciancimino in forma "privata" come gli propose al tempo il generale Mori che invece dichiara di aver avvisato Violante proprio in quanto, al tempo, presidente della commissione antimafia.

Lasciatemi dipingere questo scenario. Andrà a finire che accuseranno di aver tramato e ordinato le stragi e magari di aver pure messo le bombe a una sola persona: Berlusconi.

Berlusconi con la sua occupazione dello spazio televisivo, i suoi vergognosi ingressi milionari di Mediaset di cui paga solo 1% allo stato che gli concede le frequenze, è forse cosí diverso da quella che fu la DC? Non occupavano anche loro la RAI? Non passava prevalentemente il loro messaggio sulla TV pubblica? Ad Agnelli non arrivavano ingenti aiuti statali senza che noi si sapesse niente e senza che poi la FIAT ripagasse lo stato, magari neppure l'1%, sui propri guadagni? Ora Casini tira fuori i denti perché sa che Berlusconi ha perso l'appoggio politico della mafia, che si accinge a traghettare i voti dell'isola all'UDC. E Fini ci riprova quando vede il nemico-amico traballare. Il classico vigliacco che non ha i coglioni e passa da duro perché attacca quando l'altro è già mezzo andato. Insomma, il fascista da manuale. D'Alema che sta sempre lì a confabulare, certo della propria superiorità intellettuale, pronto a creare una grande alleanza di centro. Tutti con l'intenzione di far fuori Berlusconi imputandogli tutto e di più, magari garantendogli una via di fuga all'estero, come a Craxi. Basta che se ne stia zitto.

C'è da sperare allora che Berlusconi reagisca. Che il suo ego anche questa volta lo porti a combattere pur di non finire umiliato come un Gaucci qualsiasi. E che, reagendo, si porti dietro e dentro tutti quanti, facendo collassare questo sistema marcio in cui Mafia e stato hanno sempre coabitato in un patto segreto che risale alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Cosí fosse, Berlusconi avrebbe finalmente fatto qualcosa per il paese!

lunedì 14 settembre 2009

L'evoluzione del homo italicus



(FONTE: zucconi.blogautore.repubblica.it)

venerdì 11 settembre 2009

Teoria della dissonanza cognitiva


Secondo la teoria della "cognitive dissonance", molti dei nostri malesseri derivano da un costante conflitto interiore che consuma grandi quantità di energie. Essendo il conflitto quasi sempre inconscio ci sentiamo stanchi senza sapere perché, e senza che ci sembri di aver fatto granché.

In realtà non abbiamo smesso per un secondo di usare l'organo che consuma l'80% dell'energia dell'organismo. Intendo il cervello.

Una dissonanza cognitiva (o conflitto interiore) è tanto più debilitante quanto più ha a che fare con la "self-image", l'idea che abbiamo di noi stessi. È evidente. Perché amiamo l'idea che ci siamo fatti di noi stessi più di noi stessi. E soprattutto, amiamo l'idea che ci siamo fatti di noi stessi più della felicità.

Nel momento in cui riusciamo a risolvere il conflitto interiore, rilasciamo la tensione nervosa accumulata e sentiamo come un nodo sciogliersi mentre un profondo sollievo inonda l'organismo.

Ma il più delle volte ciò non avviene, perché sciogliere il nodo comporta la rinuncia alla self-image. Preferiamo finire strozzati piuttosto che deludere l'ego. Da ciò deriva un fenomeno curiossisimo ma comprensibile alla luce di questa teoria, elaborata da un certo Festinger. Nel 1950, Festinger vuole capire perché i membri di una setta, convinti che la Terra sarebbe stata distrutta il 21 dicembre dello stesso anno mentre loro sarebbero stati salvati dagli alieni, nel momento in cui il fatto non si verficò, il culto per le credenze della setta non diminuì affatto, al contrario aumentò. Benché i fatti smentissero le teorie (nessun ometto verde si era presentato alla porta della congregazione e il mondo era ancora tutto lì), i membri della setta divennero ancora più devoti e fanatici. Perché?

Perché, secondo Festinger, la dissonanza della convinzione inconscia di essere stati cosí stupidi era talmente grande e minacciosa per la self-image che, al posto di rivedere le loro credenze per farle coincidere con i fatti, rivisitarono i fatti per salvare le credenze: grazie alla devozione della setta, gli alieni non avevano salvato loro ma il mondo intero.

C'è poco da ridere. Tutti noi ogni giorno compiamo acrobazie logiche di questo tipo pur di non ammettere che si è fatta una cazzata. In Italia oggi, ad esempio, più Berlusconi si dimostra per quello che è (un ometto verde), più i sondaggi di gradimento in suo favore crescono. Perché?

martedì 8 settembre 2009

Tanto so' soldi nostri


WASHINGTON - Ha un valore di 460 mila dollari il volume dalla copertina in marmo donato dal premier Silvio Berlusconi al collega canadese Stephen Harper e a tutti i leader del G8 all'Aquila, secondo gli esperti citati dal quotidiano Toronto Star. Il libro su Antonio Canova, con copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 chili, era stato regalato ai leader dei paesi partecipanti al vertice. Il volume è stato prodotto in un numero limitatissimo di esemplari e al Canada è toccata la copia numero uno.

Tuttavia il premier canadese non potrà tenere per sé il prezioso presente: la legge federale proibisce ai politici di accettare doni del valore superiore ai mille dollari. Il libro, di proprietà del governo, finirà quindi in un museo.

Il 10 luglio scorso, durante la consegna dei doni avvenuta all'Aquila, il primo ministro canadese aveva dichiarato: "Berlusconi è in gran forma, ma fa regali esagerati". Harper aveva aggiunto: "L'unico problema che ho avuto con Berlusconi sono i regali che mi ha fatto, abbastanza per mettermi in seria difficoltà con la Commissione etica, per questo sto assicurandomi di averli registrati tutti''.

Proprio la commissione etica canadese stabilisce, nel Conflict of Interests Act, norme molto severe per i regali alle autorità pubbliche. I regali con valore superiore ai mille dollari diventano proprietà del governo.

L'opinione pubblica canadese si era mostrata stupita dai costosi doni di Berlusconi. Non solo perché il tema del G8 era la recessione economica, ma anche perché la riunione dei grandi del mondo si svolgeva all'Aquila, devastata pochi mesi prima dal terremoto.

(Fonte: repubblica.it)

venerdì 21 agosto 2009

Se li spenderanno tutti in cocaina?


"La prima speranza di una nazione è riposta nella corretta educazione della sua gioventù"
ERASMO

Il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica

Nella calura agostana e nell’assordante silenzio mediatico il Governo sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica.
Da settembre ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all’esercito crescente dei senza lavoro italiani.

Le classi avranno meno docenti ma più alunni e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede infatti che le classi dall’anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all’asilo, 27 alle elementari e 30 in medie e superiori contro una media europea di 15-20 studenti.
Nonostante queste cifre il Ministro va da tempo ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (una vecchia mezza verità, infatti non viene spiegato che nella conta questi signori mettono anche gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, dato che il nostro è l’unico paese che ha fatto la scelta dell’integrazione dei diversamente abili nelle classi. Di fatto però le nostre sono le classi più affollate d’Europa).

La scuola viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi e i mezzi di comunicazione parlano di realtà scolastica solo in riferimento alla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti, tutti i telegiornali riportano la decisa condanna della Chiesa della sentenza del Tar Lazio che preclude gli scrutini agli insegnanti di religione ed esclude l’ora di religione dalla valutazione globale degli studenti (dopo mesi di torpore la Santa Sede torna a condannare).

I mass media danno risalto alla notizia del ricorso del Ministero contro la sentenza del Tar Lazio sugli insegnanti di religione. Mentre migliaia di docenti precari stanno per essere cacciati dalla scuola la preoccupazione della Gelmini è quella di mettersi subito sull’attenti per la Santa Sede e ricorrere a favore dei colleghi di religione che non rischiano nulla.
La Gelmini ha affermato: “L’ordinanza del Tar tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie A e di serie B”.
E i 17.000 docenti precari che verranno cacciati via il mese prossimo cosa sarebbero? Docenti di serie C? Il Ministro lo sa che i precari di religione sono gli unici tra i docenti precari ad avere lo stipendio assicurato e gli scatti di anzianità?

Un licenziamento di massa nel settore più importante del Paese e nessuno alza la voce. Questo è davvero uno strano Paese.

(Fonte: stagliano.blogautore.repubblica.it)

domenica 9 agosto 2009

La California in bancarotta


Non mi stupirei se presto in California si arrivasse a una forma di legalizzazione della marijuana. Lo stato sta affrontando gravi difficoltà economiche e la legalizzazione permetterebbe di tassare un "bene" di largo consumo, con evidente sollievo per le casse pubbliche. Anche il governatore Schwarzenegger dovrebbe mettere da parte l'ipocrisia regnante in materia di droghe e piegarsi alla logica del mercato e del buon senso, per terminare una volta per tutte con la logica sanguinaria del proibizionismo e salvare la vita ai nostri ragazzi.

QUI un interessante articolo

venerdì 17 luglio 2009

I partiti per Enrico Mattei


L'efficace metafora secondo cui i partiti politici non sarebbero dei taxi usata nei giorni scorsi dal "compagno" Bersani per giustificare il rifiuto di accettare la candidatura di Grillo alle primarie del Pd non è neppure farina del suo sacco: l'ha dovuta copiare!

lunedì 13 luglio 2009

È iniziata la grillomania!


Cogliendo di sorpresa tutti quanti (forse anche se stesso), Beppe Grillo si candida alle primarie del Pd. Nel post sul sito con cui annuncia la sua candidatura, Grillo non sembra aver voglia di scherzare. Pronto a sbaragliare ogni avversario, tende abilmente una mano a Debora Serracchiani. Fassino preannuncia da subito il diniego da parte della dirigenza del Pd ad accoglierne l'iscrizione. Mentre Mario Adinolfi dà il benvenuto al comico e invita i burocrati a non impedirne di fatto la candidatura.

Grillo compie una mossa geniale, stringendo in una morsa l'attuale dirigenza del Pd che, se accetta la sfida, rischia sul serio di consegnargli la segreteria del partito; ma se invece la rifiuta, perde parte del proprio elettorato il quale, in un moto di sdegno, potrebbe boicottare le primarie inficiandone il risultato o, piú in generale, traghettare il voto a Di Pietro.

Ve lo immaginate Beppe segretario del Pd? La sfida diventerebbe tra il Grillo Parlante e Lucignolo nel paese dei Balocchi (lo psiconano). O addirittura Beppe presidente del Consiglio! Sarebbe la fine di un era, di un linguaggio, di un'idea della politica e della società. WiFi gratutito ed energia pulita. Niente piú mafia e inciuci ma meritocrazia e lavoro. Niente più presunzioni del potere ma schiettezza e umanità.

Beppe Grillo ci stai facendo letteralmente sognare!