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mercoledì 18 febbraio 2009

IF in italiano

Su richiesta, vi propongo questa traduzione (una delle migliori in cui mi è capitato di imbattermi) del poema If di Rudyard Kipling, magistralmente recitato da me -original version -5 post fa.

domenica 28 dicembre 2008

IF, by pigiored




IF è la poesia in cui è sintetizzata al meglio l'etica di Rudyard Kipling. Un sonetto di 4 strofe in blank verse (10 sillabe) rima incatenata. Quando parti va come una preghiera. Nei primi del '900 era famosissima in ogni angolo dell'impero britannico. A scuola la facevano imparare a memoria ai ragazzi. L'autore aveva paura che cosí facendo avrebbero finito per odiarla. Per le sue posizioni politiche, Kipling fu sempre inviso a una certa cultura dogmatica di sinistra, che riteneva la morale di IF troppo individualista. Oggi IF non è più conosciuta quanto si meriterebbe. Ve la ripropongo qui, con il mio perfect british accent!

mercoledì 10 dicembre 2008

Two Quotes Each & An Anecdote

Chesterton:

"An inconvenience is only an adventure wrongly considered; an adventure is an inconvenience rightly considered"

"The more hopeless is the situation the more hopeful must be the man"

Shaw:

"The reasonable man adapts himself to the world; the unreasonable one persists in trying to adapt the world to himself. Therefore, all progress depends on the unreasonable man"

"You see things; and you say, 'Why?' But I dream things that never were; and I say, "Why not?""



Chesterton was a large man, standing 1.93 meters and weighing around 134 kilograms. His girth gave rise to a famous anecdote. On a meeting occasion he remarked to his friendly enemy George Bernard Shaw: 'To look at you, anyone would think there was a famine in England.' Shaw retorted: 'To look at you, anyone would think you caused it"

lunedì 1 dicembre 2008

Cercasi Speranza disperatamente



Da un dibattito televisivo di Enzo Biagi; Pasolini, 1971

domenica 23 novembre 2008

I veneziani di Chesterton



Secondo Gilbert Keith Chesterton, il viaggiatore romantico che approda a Venezia e che, incantato dall'esotismo della città, s'innamora dei suoi abitanti, lo fa in quanto questi per lui sono solo veneziani. Mentre la strada sotto casa, quella invece è abitata da uomini. C'è da dire che se il viaggiatore romantico vede i veneziani in quanto esotici, questi da parte loro fanno tutto il possibile per non deluderlo. Fanno appunto i "veneziani". (Da cui l'espressione "Non fare il veneziano!") Ma presto si stancano di recitare la parte, e tornano ad essere uomini come tutti gli altri. Spariscono i "veneziani" e San Marco si dissolve nella nebbia.

to be continued...