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mercoledì 14 ottobre 2009

Made in Italy


Vaya ganado y qué caro sale el zoo, por Félix de Azúa

Como seguramente les sucede a mis estimados lectores, hace ya tiempo que atiendo a las noticias políticas como otros ciudadanos siguen los dramas sexuales de las televisiones. Un interés severamente antropológico me lleva a continuar informado sobre la política española, como quien lee noticias sobre los desconcertantes hábitos de los Inuit.

A veces uno se conmueve. Que un político valenciano hable de unas "niñas rusas elegantes y educadas" o de orgías en el chaletito del alcalde, de verdad, emociona. Supera incluso el grado de realismo socialista de la televisión de Pajares. Que los políticos catalanes envíen información escolar en catalán y árabe, me conduce al éxtasis. Que el ayuntamiento de Sevilla rechace un acto literario sobre Agustín de Foixá porque era fascista, me lleva a las lágrimas. ¡Qué no harán con Azorín, con J.V Foix, con Sacristán, con Cela, con Ridruejo, todos ellos fascistas en algún momento de su vida! ¡Y con qué alegría acogen a estalinistas como Alberti, mucho menos interesante que los antes citados! ¡Qué bien se mantiene el genotipo inquisitorial sevillano, ahora ataviado con la sotana de la corrección política!

En su admirable ensayo "Ejemplaridad pública", editado por Taurus, Javier Gomá habla de algo que debería ser imperioso para los políticos españoles, la intransigencia sobre un modelo honrado de conducta por parte de los poderes públicos, en un país que (casi) sólo propone modelos de abyección moral en su historia. Pero la casta política se empeña en hacer de sí misma una caricatura. Patriotas de barretina dorada como Millet, convertidos en carteristas más patéticos que Roldán. Diputados católicos que dilapidan una fortuna (la nuestra) en una casa de putos. Jefes de la policía que alertan a un etarra para que se ponga a salvo. ¡Qué corrala!

En una ocasión dije que nos aproximábamos al modelo italiano. Error: lo estamos superando. Si alguien vota en las próximas elecciones, por favor, que lo haga por el más grotesco, el que da más risa. El consuelo del esclavo es hacer chistes sobre el amo.

(FONTE: elboomeran.com)

sabato 28 marzo 2009

MetroMadrid le informa...


La metropolitana di Madrid festeggia i 90 anni dalla nascita della prima linea. Oggi conta con 12 linee che si snodano intorno a 318 stazioni per un totale di 281,58 km. 21 stazioni sono collegate con i treni che ogni mattina portano i pendolari ai posti di lavoro nel cuore della capitale spagnola. L'avveniristico aeroporto di Barajas, ponte di collegamento con il Sudamerica, è uno dei pochi in Europa ad essere raggiungibile attraverso la metropolitana ordinaria. Dal centro in 40 minuti circa, al modico prezzo di 2 euro. 1 in più rispetto a un regolare biglietto, almeno finché non si siano ripagati i costi per la costruzione dell'ultimo tratto. I vagoni della metro sono ben illuminati, dotati di aria condizionata o riscaldamento secondo la stagione, in ottime condizioni durante tutto l'anno e sempre puliti nell'arco della giornata. Insomma, una bella sensazione. Efficienza e funzionalità. S'inferisce un elevato numero di addetti ai lavori, si deducono diversi manager competenti, e si conclude con dei politici onesti.

La metropolitana di Milano si compone di 3 linee per un totale di 74,6 km. Trasmette una sensazione di trascuratezza e sporcizia. Vecchia e slavata come le M che dalla strada ne segnalano l'accesso. Per arrivare a Malpensa si deve prendere un autobus che costa intorno ai 7 euro e c'impiega un'oretta, traffico permettendo. S'inferiscono addetti ai lavori insufficienti, troppi manager incompetenti e presuntuosi, e si conclude con un politico corroto: Craxi.

Se le ditte appaltatrici dei lavori fossero state scelte in base alle loro reali capacità e non in base a chi pagava di più, oggi la metropolitana della Milano da bere poteva anche essere qualcosa del genere:

e non quello che è (non lasciatevi ingannare dallo spessore!):


Entrando invece nel paese attraverso Fiumicino, dopo aver aspettato un'ora e mezza le valigie, il viaggiatore che non volesse spendere i 40 euro politici del taxi ma optasse per i 14 del trenino che, in 45 minuti circa, lo sbarcherebbe a Termini, a quel punto, uscito sul piazzale della stazione, gli sembrerebbe di essere finalmente arrivato nell'esotica capitale di un qualche paese africano.

Roma, 2 linee che s'incrociano a X per un totale di 38 km: