Visualizzazione post con etichetta berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta berlusconi. Mostra tutti i post

lunedì 8 marzo 2010

1945, elsa morante

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua
carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli
avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di
ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una
parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte
per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva
naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare
il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie
sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di
facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un
partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le
sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza,
offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile
enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed
è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico
senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario,
buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di
coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti,
di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico
volgare
, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si
immagina sempre di essere il personaggio che vuole
rappresentare."

sabato 19 dicembre 2009

Real(ity) Politic


Azzardo il tema della prossima puntata: dopo aver ascoltato le ragioni(!?) dell'attentatore, Berlusconi gli concederà il perdono a reti unificate.

giovedì 17 dicembre 2009

L'arma dell'ironia


Oggi in Italia bisogna riconoscere a giornalisti e operatori dell'informazione  -quella vera! -un grande valore per il loro altissimo livello di sopportazione. Travaglio ha dedicato tutta una vita alle vicende di Berlusconi, lo conosce meglio di quanto Berlusconi conosca se stesso. Potrebbe indicargli alcune delle sue malefatte di cui perfino lui stesso, il premier, si era scordato. Io non ce l'avrei mai fatta a dedicare tutta una vita a un uomo del genere. Mi sarebbe sembrato uno spreco di tempo. Come guardare la televisione. E Berlusconi è uno soltanto. Pensate a un Gasparri. Come si fa a rispondere a uno come Gasparri?

Non si può. Non c'è discussione, non ci sono argomenti. Oppure Chicchitto, Bonaiuti... Capezzone! La loro tecnica è sperimentatissima: accusano l'avversario di quello che fanno loro. Puntano tutto a farti saltare i nervi. Violento è stato il gesto a piazza del Duomo l'altra sera, senz'altro. Soprattutto controproducente. Pensate se lo psicolabile gli avesse tirato una pizza in faccia, oppure un caffellatte, insomma qualcosa che non facesse male ma avesse ridicolizzato il premier. Invece gli ha tirato una miniatura in bronzo del Duomo di Milano.

sabato 5 dicembre 2009

No B. Day International

Oggi le capitali di mezzo mondo si collegheranno con Roma per un evento che si prospetta come la più estesa manifestazione di piazza contro un governante di un paese occidentale mai vista prima. Parigi, Londra, Madrid, Budapest ma anche New York, Buenos Aires, Ottawa o Rabat(!?). Se ne contano oltre 40 sul sito ufficiale de No B. Day. La diaspora degli italiani nel mondo, fuggiti da un paese finito in mano alla criminalità organizzata, per cercare all'estero quello che gli viene precluso a casa. Un posto di lavoro all'altezza delle loro capacità e meriti. Io parteciperò qua da Berlino. Sul gruppo Facebook del No B. Day di Berlino non si leggono solo nomi italiani, ma anche Angerer, Gertis o Wüstefeld. Quest'ultimo si limita a lasciare un solo messaggio: Damn you Berlusconi!!!

(FOTO: Invito a non entrare per gli elettori di Berlusconi esposto sulla vetrina di un ristorante italiano a Berlino, da italiansinberlin.blogspot.com)


venerdì 13 novembre 2009

L'ultimo dei Comunisti


In Italia una vera economia di mercato non è mai esistita. Le grandi aziende sono nate e prosperate in un continuo scambio di favori con la politica. Agnelli aveva bisogno dello Stato quanto lo Stato di Agnelli. Berlusconi ha costruito il suo impero televisivo con leggi promulgate all'occorrenza, prima da Craxi poi da lui stesso. Senza l'intervento della politica le aziende di Berlusconi sarebbero finite da un pezzo, schiacciate sotto il peso di una leale concorrenza.

Berlusconi invece, come gli altri prima di lui, utilizza tutti i mezzi a sua disposizione per mantenere il proprio controllo sul mercato e generare profitti per le sue imprese. E i mezzi di cui ora dispone sono pressoché illimitati.

Vi ricordate i decoder per il digitale terrestre che venivano commercializzati da una società del fratello? E che dire del progressivo affossamento della Rai nel portare avanti politche suicide che solo favoriscono Mediaset? Ad esempio il recente caso del mancato accordo tra la Rai e Sky con una perdita di oltre 50 milioni di euro per la prima.

Lo stesso a quanto pare sta succedendo con la pubblicità su Internet e la diffusione della banda larga. Il ministro Brunetta aveva fatto una proposta interessante: investire 800 milioni di euro per portare la banda larga ovunque sul territorio nazionale. Ma il digital divide per il momento non verrà colmato, perché Gianni Letta ha corretto il ministro dicendo che in tempo di crisi non ci si può permettere investimenti di tali proporzioni -fatta eccezione per il Ponte sullo Stretto, s'intende.

lunedì 12 ottobre 2009

I pupazzi della Storia


Berlusconi sta per cadere. È incredibile come nella realtà si torni sempre a recitare il canovaccio di un medesimo dramma consegnatoci dalla Storia. Napoleone e Hitler, vengono a mente personaggi dalle psicologie affini, caratterizzati nei loro giorni finali da un medesimo meccanismo psicologico di "scollamento dalla realtà".

Berlusconi punta all'ultimo grande assalto: la repubblica presidenziale, il plebiscito. Pagine già scritte. I cosiddetti protagonisti della Storia si trasformano in pupazzi. Intrappolati in un dramma di cui non sono padroni. Potenti nelle loro azioni ma non liberi. Incapaci di ascoltare perché sprovvisti di quella sana umiltà che gli permetterebbe di correggere il tiro. Feriti nell'orgoglio e accecati dal rancore.

Come ci dovette provare al tempo qualche gerarca nazista, dicono che oggi Ghedini stia cercando di far ragionare il Capo. Offrendogli strategie alternative per moderarne le pretese. Ma non riuscirà a imporsi chi ha paura di alzare la voce. Lui in fondo si è sempre limitato a dispensare consigli, non l'hanno mai pagato per prender decisioni. E il Capo poi, è ben degno di questo titolo. Più volte ha sorpreso avversarsi e amici con le sue miracolose doti strategiche, i suoi riusciti colpi di mano. Che avesse ragione anche questa volta? O andrà a finire che pure Ghedini s'inghiottirà la pasticca di cianuro con il suo Führer?

sabato 10 ottobre 2009

Silvio, grande fonte d'ispirazione!



Povero Silvio! Quest'uomo comincia quasi a farmi pena. In fondo, è bene ricordarsi che Silvio non è la causa, ma l'effetto. Espressione di ciò che noi italiani in gran parte siamo. E speriamo di poter presto dire: siamo stati!

"Non ho paura del Berlusconi in sé, ma del Berlusconi in me", diceva Giorgio Gaber.


P.S. Già che ci siamo, avrei anch'io un suggerimento, per chi volesse realizzarla:

Silvio fa' presto, ché sono le 8. Se non ti muovi, fai tardi lo stesso. E poi la smetti, con tutto quel trucco, che non sta bene, te l'ho già detto...

venerdì 18 settembre 2009

La stagione delle stragi viene e va...


Da questo articolo di Repubblica viene fuori che Nicola Mancino è stato l'unico uomo politico che ha denunciato lo svolgersi della trattativa tra stato e Mafia tra il '92 e il '95. Ma, ovviamente, Mancino si sarebbe rifutato di prendervi parte. Nell'articolo passa quasi per un eroe. Un uomo delle istituzioni. Quello che non si ricorda di aver incontrato Paolo Borsellino pochi giorni prima che lo facessero saltare in aria e verso cui invece punta il dito il fratello del giudice ammazzato, Salvatore -Mancino era allora ministro degli interni. E anche Violante nell'articolo passa per semisanto, perché si rifiutò di incontrare Vito Ciancimino in forma "privata" come gli propose al tempo il generale Mori che invece dichiara di aver avvisato Violante proprio in quanto, al tempo, presidente della commissione antimafia.

Lasciatemi dipingere questo scenario. Andrà a finire che accuseranno di aver tramato e ordinato le stragi e magari di aver pure messo le bombe a una sola persona: Berlusconi.

Berlusconi con la sua occupazione dello spazio televisivo, i suoi vergognosi ingressi milionari di Mediaset di cui paga solo 1% allo stato che gli concede le frequenze, è forse cosí diverso da quella che fu la DC? Non occupavano anche loro la RAI? Non passava prevalentemente il loro messaggio sulla TV pubblica? Ad Agnelli non arrivavano ingenti aiuti statali senza che noi si sapesse niente e senza che poi la FIAT ripagasse lo stato, magari neppure l'1%, sui propri guadagni? Ora Casini tira fuori i denti perché sa che Berlusconi ha perso l'appoggio politico della mafia, che si accinge a traghettare i voti dell'isola all'UDC. E Fini ci riprova quando vede il nemico-amico traballare. Il classico vigliacco che non ha i coglioni e passa da duro perché attacca quando l'altro è già mezzo andato. Insomma, il fascista da manuale. D'Alema che sta sempre lì a confabulare, certo della propria superiorità intellettuale, pronto a creare una grande alleanza di centro. Tutti con l'intenzione di far fuori Berlusconi imputandogli tutto e di più, magari garantendogli una via di fuga all'estero, come a Craxi. Basta che se ne stia zitto.

C'è da sperare allora che Berlusconi reagisca. Che il suo ego anche questa volta lo porti a combattere pur di non finire umiliato come un Gaucci qualsiasi. E che, reagendo, si porti dietro e dentro tutti quanti, facendo collassare questo sistema marcio in cui Mafia e stato hanno sempre coabitato in un patto segreto che risale alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Cosí fosse, Berlusconi avrebbe finalmente fatto qualcosa per il paese!

lunedì 14 settembre 2009

L'evoluzione del homo italicus



(FONTE: zucconi.blogautore.repubblica.it)

venerdì 11 settembre 2009

Teoria della dissonanza cognitiva


Secondo la teoria della "cognitive dissonance", molti dei nostri malesseri derivano da un costante conflitto interiore che consuma grandi quantità di energie. Essendo il conflitto quasi sempre inconscio ci sentiamo stanchi senza sapere perché, e senza che ci sembri di aver fatto granché.

In realtà non abbiamo smesso per un secondo di usare l'organo che consuma l'80% dell'energia dell'organismo. Intendo il cervello.

Una dissonanza cognitiva (o conflitto interiore) è tanto più debilitante quanto più ha a che fare con la "self-image", l'idea che abbiamo di noi stessi. È evidente. Perché amiamo l'idea che ci siamo fatti di noi stessi più di noi stessi. E soprattutto, amiamo l'idea che ci siamo fatti di noi stessi più della felicità.

Nel momento in cui riusciamo a risolvere il conflitto interiore, rilasciamo la tensione nervosa accumulata e sentiamo come un nodo sciogliersi mentre un profondo sollievo inonda l'organismo.

Ma il più delle volte ciò non avviene, perché sciogliere il nodo comporta la rinuncia alla self-image. Preferiamo finire strozzati piuttosto che deludere l'ego. Da ciò deriva un fenomeno curiossisimo ma comprensibile alla luce di questa teoria, elaborata da un certo Festinger. Nel 1950, Festinger vuole capire perché i membri di una setta, convinti che la Terra sarebbe stata distrutta il 21 dicembre dello stesso anno mentre loro sarebbero stati salvati dagli alieni, nel momento in cui il fatto non si verficò, il culto per le credenze della setta non diminuì affatto, al contrario aumentò. Benché i fatti smentissero le teorie (nessun ometto verde si era presentato alla porta della congregazione e il mondo era ancora tutto lì), i membri della setta divennero ancora più devoti e fanatici. Perché?

Perché, secondo Festinger, la dissonanza della convinzione inconscia di essere stati cosí stupidi era talmente grande e minacciosa per la self-image che, al posto di rivedere le loro credenze per farle coincidere con i fatti, rivisitarono i fatti per salvare le credenze: grazie alla devozione della setta, gli alieni non avevano salvato loro ma il mondo intero.

C'è poco da ridere. Tutti noi ogni giorno compiamo acrobazie logiche di questo tipo pur di non ammettere che si è fatta una cazzata. In Italia oggi, ad esempio, più Berlusconi si dimostra per quello che è (un ometto verde), più i sondaggi di gradimento in suo favore crescono. Perché?

martedì 8 settembre 2009

Tanto so' soldi nostri


WASHINGTON - Ha un valore di 460 mila dollari il volume dalla copertina in marmo donato dal premier Silvio Berlusconi al collega canadese Stephen Harper e a tutti i leader del G8 all'Aquila, secondo gli esperti citati dal quotidiano Toronto Star. Il libro su Antonio Canova, con copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 chili, era stato regalato ai leader dei paesi partecipanti al vertice. Il volume è stato prodotto in un numero limitatissimo di esemplari e al Canada è toccata la copia numero uno.

Tuttavia il premier canadese non potrà tenere per sé il prezioso presente: la legge federale proibisce ai politici di accettare doni del valore superiore ai mille dollari. Il libro, di proprietà del governo, finirà quindi in un museo.

Il 10 luglio scorso, durante la consegna dei doni avvenuta all'Aquila, il primo ministro canadese aveva dichiarato: "Berlusconi è in gran forma, ma fa regali esagerati". Harper aveva aggiunto: "L'unico problema che ho avuto con Berlusconi sono i regali che mi ha fatto, abbastanza per mettermi in seria difficoltà con la Commissione etica, per questo sto assicurandomi di averli registrati tutti''.

Proprio la commissione etica canadese stabilisce, nel Conflict of Interests Act, norme molto severe per i regali alle autorità pubbliche. I regali con valore superiore ai mille dollari diventano proprietà del governo.

L'opinione pubblica canadese si era mostrata stupita dai costosi doni di Berlusconi. Non solo perché il tema del G8 era la recessione economica, ma anche perché la riunione dei grandi del mondo si svolgeva all'Aquila, devastata pochi mesi prima dal terremoto.

(Fonte: repubblica.it)

martedì 7 luglio 2009

Per fortuna che Silvio c'è...


A volte mi chiedo se forse non sia il caso di diventare berlusconiano. Dico, da un punto di vista psicanalitico sarebbe forse il caso. In fondo il berlusconismo a portato allo scoperto quelli che erano i mali del paese, senza veli (vedi Carfagna), senza ipocrisie intellettuali (vedi D'Alema). Avesse avuto dei rivali seri nel centrosinistra le cose sarebbero rimaste sotterranee: i legami stato-mafia, lo sfacelo dell'educazione, la corruzione del sistema televisivo, ecc.

Invece berlusconi è come una cura omeopatica shock che certo, sta andando avanti da un bel pezzo e che, se va avanti ancora un po', il corpo della nazione va incontro al collasso. Ecco, berlusconi accellera i tempi, e questo è proprio l'aspetto positivo. Quanto prima tocchiamo il fondo e ci sbarazziamo di lui -e in questo caso, come diceva Gaber, mi riferisco sia al berlusconi in sé che al berlusconi in me -prima ce ne sbarazziamo, dicevo, e prima avremo l'opportunità di rinascere e costruire tutto da capo.

Dicono che l'Italia rischi l'espulsione dal G8, ma se continuiamo cosí ci butteranno fuori anche dall'Unione Europea, e allora torneremo alla cara vecchia lira, e sulla lira non ci sarà più il volto severo della maestra Montessori, ma indovinate invece che faccia ci sarà?

venerdì 5 giugno 2009

Il peccato capitale


Non sappiamo di chi sia quel culetto, né quel cazzetto, ma siamo sicuri a chi appartenga la faccia da culo. E siamo anche certi a chi appartiene la villa dove hanno luogo i festini, a chi appartengono i giornali che si rifiutano in Italia di pubblicarne le foto, e pure le televisioni che non le mostrano e... forse l'unica cosa pubblica che c'è rimasta sono gli aerei di stato, ma anche di quelli sembra sia stato fatto indebito uso.

A Berlusconi non ci sono mai riusciti a tagliargli le gambe; forse ci riusciranno ora a tagliargli qualcos'altro. Finché corrompeva, rubava, sputava sulle istituzioni ed era di casa con la mafia tutto andava bene. Ma quando siamo in odor di sesso, nella repressa Italia, allora i cattolici in linea generale -e i cellini in particolare -s'indignano. E non lo votano più.

Con il caso Lewinsky, il peccato di Clinton era di aver mentito alla nazione; con il caso Letizia, non sarà certo la menzogna il peccato di Berlusconi.

sabato 16 maggio 2009

¿Hasta cuando?, by José Saramago


Hará unos dos mil cincuenta años, días más día menos, a esta hora o a otra, estaba el bueno de Cicerón clamando su indignación en el senado romano o en el foro: “¿Hasta cuando, Catilina, abusarás de nuestra paciencia?”, le preguntaba una vez y muchas al bellaco conspirador que había querido matarlo y hacerse con un poder al que no tenía ningún derecho. La Historia es tan pródiga, tan generosa, que además de darnos excelentes lecciones sobre la actualidad de ciertos acontecidos de otrora, también nos ha legado, para nuestro gobierno, unas cuantas palabras, unas cuantas frases que, por esta o aquella razón, acabaron echando raíces en la memoria de los pueblos. La frase que dejé más arriba, fresca, vibrante, como si acabara de ser pronunciada en este instante, es sin duda una de esas. Cicerón fue un gran orador, un tribuno de enormes recursos, pero es interesante observar como, en este caso, prefirió utilizar términos de los más comunes, que podrían haber salido de la boca de una madre que reprende a un hijo inquieto. Con la enorme diferencia de que aquel hijo de Roma, el tal Catilina, era un mequetrefe de la peor especie, ya sea como hombre, o como político.

La Historia de Italia sorprende a cualquiera. Es un extensísimo rosario de genios, pintores, escultores o arquitectos, músicos o filósofos, escritores o poetas, iluminadores o artífices, un no acabar de gente sublime que representa lo mejor que la humanidad ha pensado, imaginado, hecho. Nunca le faltarán catilinas de mayor o menor envergadura, pero de eso ningún país está exento, es lepra que a todos nos toca. El Catilina de hoy, en Italia, se llama Berlusconi. No necesita asaltar el poder porque ya es suyo, tiene suficiente dinero para comprar todos los cómplices que sean necesarios, incluyendo jueces, diputados y senadores. Ha conseguido la proeza de dividir la población de Italia en dos partes: los que les gustaría ser como él y los que ya lo son. Ahora promueve la aprobación de leyes absolutamente discriminatorias contra la emigración ilegal, saca patrullas de ciudadanos para colaborar con la policía en la represión física de los emigrantes sin papeles y, colmo de los colmos, prohíbe que los niños de padres emigrantes sean inscritas en el registro civil. Catilina, el Catilina histórico, no lo haría mejor.

Dije antes que la Historia de Italia sorprende a cualquiera. Sorprende, por ejemplo, que ninguna voz italiana (al menos que yo sepa) haya retomado, con una ligera adaptación, las palabras de Cicerón: “¿Hasta cuando, Berlusconi, abusarás de nuestra paciencia?” Experiméntese, puede ocurrir que dé resultado y que, por esta u otra razón, Italia vuelva a sorprendernos.

(Fonte: cuaderno.josesaramago.org)

domenica 10 maggio 2009

La conquista degli italiani


Montanelli individua una verità fondamentale, a suo dire. Che l'essenza del fascismo stava in un'intuizione di Mussolini, ossia che "per piacere agli italiani bisognava dare a ciascuno di essi una piccola fetta di potere con il diritto di abusarne". L'italiano vanitoso, che il clima mite della penisola porta a vivere per le strade fra la gente, dando sfogo alla sua inclinazione all'apparire e allo sfoggio di sé, si prestava alla perfezione alla solare* retorica fascista.

Se i sondaggi non mentono, chiedo allora qual è stata, alla pari di Mussolini, l'intuizione fondamentale di Berlusconi per piacere agli italiani? Cosa ha capito che bisognava dare loro per conquistarli?

(*lo stesso termine "solare" lo inventa Mussolini)

domenica 3 maggio 2009

Tutta la verità sul Cavaliere


Povero Berlusconi! Quando il Cavaliere fece di tutto perché non venissero diffuse le intercettazioni telefoniche della Carfagna che lo vedevano coinvolto direttamente non fu tanto per proteggere il suo matrimonio che, oggi apprendiamo, è entrato nella dirittura finale, ma più che altro si diede da fare per proteggere se stesso, ossia la propria immagine. Nel caso di Berlusconi le due cose coincidono perfettamente. Berlusconi è la propria immagine. Forse questa è la natura del berlusconismo di cui tanto si parla e si teorizza. La perfetta collisione fra immagine e il socratico "essere se stessi". Quando essere se stessi non si riduce ad altro che perpetuare la propria immagine allora si entra in un processo neurotico che stride con le costanti forze di cambiamento che caratterizzano la vita biologica sulla Terra. Gli strumenti per intendere questi processi ce li hanno dati i pensatori della Scuola di Francoforte, fra gli altri. Se quello che teorizzavano questi ragazzi (Theodor Wisenberg Adorno, Erich Fromm, Max Horkheimer, ecc.) è certo, allora è un solido ponte logico quello che ci conduce a dedurre da tali teorie, nell'applicazione delle medesime all'uomo Berlusconi, la patologica impotenza dello stesso. Berlusconi non voleva che le intercettazioni della Carfagna divenissero oggetto di pubblica discussione, perché altrimenti la sua impotenza sarebbe divenuta oggetto di pubblica discussione. La Mara stava scherzando, tra il preoccupato e il divertito, con un'amica sulla spiacevole esperienza di un Berlusconi che si scusava di non essere stato all'altezza della situazione. Come se ancora spettasse all'uomo soddisfare necessariamente la donna, e non viceversa. Quindi, punto uno: Berlusconi è impotente. Cosa che se si venisse a sapere non favorirebbe certo l'immagine del Cavaliere stallone e fecondatore. La sua ricerca di giovani sempre più piccole, un altro po' arriverà alle bambine, rivela (sto sempre applicando i criteri psicanalitici della Scuola di Fronacoforte) l'enorme paura del Cavaliere di doversi confrontare con donne vere, adulte e mature che non vogliono chiacchiere e bacini, e non si accontentano col solo sedersi sulle ginocchia di paparino.

Secondo punto. Un Berlusconi sempre più inguaiato con se stesso, che non sa come venirne fuori da tutti i mali che lo affliggono, anche perché non si è mai dedicato ad altro nella vita che a fare soldi, e quindi non ha studiato, e non ha mai conosciuto se stesso, nel momento che il se stesso reclama i suoi diritti davanti all'immagine, allora sono dolori. Figuriamoci se Berlusconi ha forze a sufficienza per far fronte ai propri dolori. Questo patchwork d'interventi chirurgici, un Frankstein meglio riuscito, nient'altro è che un cadavere ambulante retto da servi e paggi che vivono nel terrore di perdere il padrone che di tanti onori e benefici li ha ricoperti (vedi lo sputtanamento della prossima ex-moglie del re di Arcore che si accingono ad operare). Berlusconi non poteva far altro che trovare consolazione e allivio alle proprie sofferenze nella moderna farmacopea. Quando vedete il Cavaliere che non si controlla, ed esterna senza riflettere, e scherza senza buon gusto, in assetti internazionali, non lo fa mica a posta, come i più pensano, lui non vorrebbe affatto, ma gli psicofarmaci lo mandano via di testa, gli danno delle botte di euforia che non riesce a controllare. Poi si pente pure lui, come il giorno dopo la sbornia ci vergognamo di ciò che abbiamo detto e fatto la sera prima.

Comunque, è sempre meglio un'euforia incontrollata a quei terribili mancamenti che si susseguono con sempre maggior frequenza quando si dimentica d'ingerire la pillola quotidiana. Pare che Berlusconi come Tony Sopranos (a proposito, ultimamente l'abbigliamento è lo stesso), svenga ripetutamente colto da attacchi di panico e drastici abbassamenti di pressione. Non può certo far sapere alla sua gang che anche lui è un uomo, con tutte le debolezze che ciò comporta, che ha bisogno di aiuto e che per il momento, incapace di leggere Platone, lo trova nel Prozac.

domenica 16 novembre 2008

Meglio un silenzio che mille parole




Barack sembra una persona seria. Tutto il senato americano applaude Berlusconi. Meno uno. Il solo a non lasciarsi coinvolgere dall'imbarazzante euforia generale. Era il primo marzo 2006 e ancora non lo conoscevamo. Le circostanze erano diverse, ma Obama era già lo stesso. La persona che avremmo incominciato a conoscere da lí a un anno, dal febbraio 2007 quando annunció ufficialmente la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 2008.

Lo strumento YouTube ci permette in qualche modo di speculare sul vero carattere di un personaggio pubblico. Di cogliere e valorizzare i suoi comportamenti, le sue parole, perfino gli atteggiamenti, anche in maniera retrospettiva, gettando luce su quello che poi sarà il suo modo di fare futuro. Nel caso, visto che Obama sul momento neppure si doveva sentire osservato, il suo singolare astenersi dall'applaudire o addirrittura dall'alzarsi in piedi, non fa che accreditargli una ancor maggiore credibilità. Almeno sul piano delle intenzioni. Insomma, il ragazzo ci sembra verace e senz'altro presente a se stesso. Staremo a vedere.