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mercoledì 28 ottobre 2009
Le (pre)visioni di D'Alema
D'Alema ci azzecca sempre. Non c'è che dire. Ancora una volta l'ex-premier dà prova delle sue grandi capacità intellettuali. Rispondendo alla domanda della Gruber su possibili emorraggie nel PD in seguito alle primarie, Massimo smentisce qualsiasi possibilità di scissione. Solo voci, dice. Niente di vero, sentenzia. Quando poi la Gruber specifica chiamando in causa Rutelli, D'Alema esclude categoricamene che Rutelli possa mai uscire dal partito. Ma suvvia! E poi, aggiunge, se questa fosse l'intenzione, Rutelli starebbe già tramando, e queste cose si vedono. E lui, D'Alema, non se ne accorgerebbe? Detto fatto: Rutelli lascia il PD.
A me pare che quest'uomo viva in un mondo tutto suo: incantato dalle sue stesse parole, ipnotizzato dal suono della propria voce. Uno che quando parla, riesce a dare l'impressione che oltre a parlare, allo stesso tempo, si stia anche adulando da solo. Quanto son bravo, quanto son bello!
Ma andiamo ai fatti. Cosa ha portato l'opposizione di D'Alema al paese? Ognuno di noi dovrebbe sempre misurarsi con la realtà e dare un giudizio del proprio operato in base ai risultati concreti. I fatti di fronte alle chiacchiere. Se Massimo applicasse la massima, non potrebbe far altro che dimettersi -da cosa?:(
Non è stato manco buono a beccare Rutelli, dico Rutelli, che gli trama alle spalle, come avrebbe mai potuto fargliela a uno come Berlusconi?
venerdì 17 luglio 2009
I partiti per Enrico Mattei
L'efficace metafora secondo cui i partiti politici non sarebbero dei taxi usata nei giorni scorsi dal "compagno" Bersani per giustificare il rifiuto di accettare la candidatura di Grillo alle primarie del Pd non è neppure farina del suo sacco: l'ha dovuta copiare!
lunedì 13 luglio 2009
È iniziata la grillomania!

Cogliendo di sorpresa tutti quanti (forse anche se stesso), Beppe Grillo si candida alle primarie del Pd. Nel post sul sito con cui annuncia la sua candidatura, Grillo non sembra aver voglia di scherzare. Pronto a sbaragliare ogni avversario, tende abilmente una mano a Debora Serracchiani. Fassino preannuncia da subito il diniego da parte della dirigenza del Pd ad accoglierne l'iscrizione. Mentre Mario Adinolfi dà il benvenuto al comico e invita i burocrati a non impedirne di fatto la candidatura.
Grillo compie una mossa geniale, stringendo in una morsa l'attuale dirigenza del Pd che, se accetta la sfida, rischia sul serio di consegnargli la segreteria del partito; ma se invece la rifiuta, perde parte del proprio elettorato il quale, in un moto di sdegno, potrebbe boicottare le primarie inficiandone il risultato o, piú in generale, traghettare il voto a Di Pietro.
Ve lo immaginate Beppe segretario del Pd? La sfida diventerebbe tra il Grillo Parlante e Lucignolo nel paese dei Balocchi (lo psiconano). O addirittura Beppe presidente del Consiglio! Sarebbe la fine di un era, di un linguaggio, di un'idea della politica e della società. WiFi gratutito ed energia pulita. Niente piú mafia e inciuci ma meritocrazia e lavoro. Niente più presunzioni del potere ma schiettezza e umanità.
Beppe Grillo ci stai facendo letteralmente sognare!
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