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lunedì 12 aprile 2010

papa perdona tutti

la chiesa cattolica e il sesso, troppo ci sarebbe da dire. ora vengono fuori gli scandali sulla pedofilia. i vertici ecclesiastici avrebbero insabbiato le denunce per difendere il buon nome della chiesa, senza minimamente curarsi di chi si erano presi cura anche troppo! cose orribili sono successe. 200 bambini sordomuti, il caso della scuola di verona con sodomia, rapporti orali, violazioni del corpo e soprattutto dell'anima, nell'anima di un bambino affidato alle tue cure!

alcuni propongono allora l'abolizione del celibato per i preti. se potessero sposarsi anche loro, tutto risolto. ma anche qui è parlare per eufemismi, perché in fondo quello che si vuol dire non è tanto che i preti si possano sposare e avere una famiglia, ma semmai che possano godere di una sessualità libera (quello che dovremmo fare tutti), non repressa durante anni (direi millenni!) e quindi deviata. perché la sessualità (eros) è una forza innarrestabile, rigeneratrice, meravigliosa. e se la si reprime non può che diventare più forte, e se non può incanalarsi in pratiche diciamo ammissibili, stimola l'immaginazione di una persona (se vuoi leggi quest'altro post) spingendola verso le pratiche più perverse.

lunedì 21 dicembre 2009

la libido cattolica

«Mio padre, un molestatore»
Gerry Adams sciocca Belfast

La rivelazione del leader cattolico: nascondere la verità non serve (qui l'articolo)

 

 

 

 

 

 

la concezione che i cattolici hanno della natura umana è piuttosto ingenua. forse, dopo aver riabilitato galileo, la chiesa dovrebbe cominciare a pensare di riabilitare pure freud.

sabato 24 ottobre 2009

Avanti il prossimo


Marrazzo tira coca e va a trans. Questo mi pare di aver capito dal poco che ho letto sui giornali. Embè? Qual è il problema? Saran fatti suoi. Qualcuno dice che se fosse vero dovrebbe dimettersi. E perché mai? Perché si tira la coca col trans... o viceversa?

In quanto politico mi basta che sia buon amministratore. Se gli serve la coca per rimanere lucido e fare bene il suo lavoro, ossia difendere gli interessi della collettività, mi può solo dispiacere per lui. Pare infatti che la coca, sul lungo termine, non sia proprio salutare per l'organismo e il conto in banca. Riguardo al trans invece, non mi risulta che ci siano particolari controindicazioni.

Allora, se di notte a Marrazzo piacciono trans e coca, la colpa di cui si macchierebbe, ciò per cui Noi lo riteniamo veramente immorale e condanniamo qui per empietà di fronte a Dio e agli uomini (scusate, mi faccio prender la mano!), è semmai per il viiile comportamento che esibisce di giorno: ossia quale buon marito eterosessuale rispettoso delle norme di Sacra Romana Chiesa.

Ecco, risultasse tutto vero, anche il buon Marrazzo sarebbe caduto nel più infame, subdolo e distruttivo di tutti i peccati, piuttosto diffuso peraltro: l'ipocrisia.

lunedì 19 ottobre 2009

Un'altra Chiesa, per favore!


Hans Kung: Papa Ratzinger riporta la Chiesa al medioevo

Durissimo attacco di Hans Kung a Benedetto XVI, accusato dal teologo voler riportare con la sua politica la Chiesa al Medioevo. In un'intervista al settimanale 'Stern' il teologo svizzero, al quale nel 1979 la Congregazione per la dottrina delle Fede revocò la "missio canonica", l'autorizzazione all'insegnamento della teologia cattolica, afferma che sulle questioni della fede, il Papa "sulla base della sua fede bavarese" si esprime in modo "sorprendentemente ingenuo, a volte premoderno e populistico".

Kung prosegue nel suo affondo spiegando che "l'attuale politica del Vaticano è un fiasco. Il tentativo di costringere la Chiesa a tornare al Medioevo la svuota. Non si può tornare ai vecchi tempi".

Nel 1966 era stato Kung a chiamare Joseph Ratzinger ad insegnare all'università di Tubinga e nell'intervista si rammarica che il Pontefice "non ha proseguito sulla via della riforma come ho fatto io. Adesso non ci troveremmo con questa spaccatura della Chiesa cattolica dall'alto e dal basso. Io rappresento quella dal basso, lui quella dall'alto".

Nell'intervista, l'ottantunenne teologo rivendica il diritto per ogni persona di decidere sulla propria morte. "Non vorrei mancare il momento giusto - spiega - e questo momento dipende dalla mia responsabilità, non da quella della Chiesa, del Papa, di un prete, di un medico o di un giudice".

Kung aggiunge di guardare con serenità alla morte e si dice "curioso di vedere cosa succederà nell'aldilà. Non credo a queste raffigurazioni semplicistiche del cielo, come quella di sedere su una sedia dorata cantando alleluia". Kung dichiara di non credere alla resurrezione della carne, anche se in cielo avrebbe voglia di incontrare volentieri qualcuno, "di preferenza Mozart, invece che Willy Brandt".

(FONTE: micromega)