lunedì 2 novembre 2009

Realisti e normalizzatori

Il mondo si divide in realisti e normalizzatori. I primi sono quelli che cercano di capire il mondo com'è, senza pregiudizi, perché sanno che è l'unico modo per riuscire a migliorarlo davvero. I secondi se ne sbattono di come il mondo è, ma vogliono soltanto imporre qualcosa che loro ritengono normale. Benché ogni giorno gli si presentino casi che smentiscono l'idea di normalità che si son fatti, non sono comunque disposti a cambiarla. C'è chi non riesce a vedere per ignoranza, e chi non vuole per guadagno o ipocrisia. Molti però lo fanno per paura.

Essendo mia madre devota cattolica, da ragazzo non era raro ritrovarsi a casa per cena qualche prete. Sono molto divertenti i preti. Diciamo i cattolici in generale. In fondo, il più delle volte, sono quelli che si chiamano "brave persone". E, in effetti, lo sono davvero. Ciò non toglie che si sbaglino su tante cose. Una sera era venuto fuori con il prete di turno un discorso, molto interessante, sulla sessualità. Lui sosteneva che la sessualità doveva necessariamente essere sottoposta a controllo e limitazione, altrimenti sarebbe diventata dionisiaca. Sí, dionisiaca. Questo il termine che usò. Nel senso di sfrenata, ai limiti delle decenza, eccessiva, financo violenta a giudicare dalla luce che gli si accese negli occhi nel pronunciare quella parola: dionisiaca.


Probabilmente nella sua immaginazione di prete, ossia persona che ha fatto il voto di castità, il sesso doveva necessariamente presentarsi a quel modo. Mille volte potenziato dall'effetto combinato di desiderio represso e immaginazione. Le cose poi, quando si traducono nella realtà, sono molto più moderate di come ce l'eravamo immaginate. Vale per desideri e paure. Che sono due gran bugiardi. Quando un desiderio diventa realtà risulta essere molto meno di ciò che ci aspettavamo. Lo stesso vale per le paure. Quando diventano realtà risultano essere molto meno di ciò che temevamo, se non del tutto infondate.

Quando un normalizzatore vede qualcosa che lo spaventa (un trans, la droga o il sesso dionisiaco), pensa che, se la cosa non venisse controllata e repressa, esploderebbe. Tutti diventeremmo trans, drogati o faremmo chissà quali pratiche sessuali. Un po' come uno che non mangia mai, non può altro che avere una fame tremenda; ugualmente chi non fa mai sesso può solo avere un desiderio "dionisiaco". Un realista invece, sa che certe cose esistono, e che occupano un certo spazio, ma non più di tanto. Che la realtà le contempla, o meglio noi le contempliamo nella realtà. Ad ogni modo sa che non c'e niente di cui aver paura. Che il sesso lasciato a se stesso, non diventa affatto dionisiaco. Tutt'altro: si normalizza. Come amerebbero dire i normalizzatori. Con i quali, nel fondo, potrebbe anche esserci una concordanza di obbiettivi, ma con i quali, di sicuro, c'è una totale divergenza su mezzi e strategie per raggiungerli.

Se le droghe fossero legali, se gli omosessuali, i trans, insomma i diversi fossero accettati per quel che sono, il loro numero non aumenterbbe certo per questa ragione. Probabilmente diminuirebbe. Rimarrebbero comunque delle minoranze. Molti normalizzatori però hanno una visione completamente distorta della cosa. Cioè credono che se dai a una persona la libertà di drogarsi, quella non farebbe altro dalla mattina alla sera. Oppure, per rimanere in attualità, se dai a una ragazza la possibilità di abortire, la ragazza non troverebbe niente di meglio da fare che far fuori embrioni a tutto spiano. C'è bisogno invece, secondo i normalizzatori, del loro sano giudizio per impedire a una madre di decidere in coscienza come usufruire della propria libertà. O di come un ragazzo deve spendere le sue giornate e quali sostanze e in che misura, casomai, somministrarsi.


Il realista fa un scommessa molto più positiva. Tendenzialmente crede che non ci sia nulla di cui aver paura nella realtà. O magari ha capito che il vero pericolo non viene mai da dove ci aspettavamo che sarebbe venuto. Molto spesso poi, non viene da fuori, dal mondo esterno, ma viene da dentro. Dalla misteriosa triangolazione di desiderio paura e immaginazione. A pensarci poi, è molto ironica l'idea di normalità che spacciano i suddetti normalizzatori. Spesso in Italia sono strenui difensori della famiglia cattolica monogama, come se la monogamia fosse naturale e normale, quando non c'è niente di più innaturale o, se non altro, di più irreale e improponibile. Almeno stando a giudicare dalla vita privata dei nostri politici. Soprattutto quelli che vanno al Family Day. Grazie per l'ascolto.

(Immagini: Milo Manara)

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